A Rovigoracconta un percorso sul vino alla fine del mondo

 

Si sa, il vino è l’istantanea di un territorio. Mezzo narrativo fatto del riverbero di immagini e ricordi, tutto conservato dentro una bottiglia. Così, trovandomi a organizzare un evento per l’edizione 2016 del festival culturale Rovigoracconta, ho ideato una degustazione in cui il vino è diventato la metafora di un viaggio verso gli angoli più suggestivi del nostro continente. Estremi geografici legati a miti e leggende, simboli di quel bisogno ancestrale di esplorare l’ignoto, per superare un limite che non è solo fisico, ma spirituale. Salento, Galizia e Delta del Po sono stati perciò i protagonisti di un racconto attraverso l’esperienza del gusto.

Il Delta del Po è un territorio estremo e bellissimo, proteso nell’Adriatico oltre la linea di costa, a formare una sorta di confine liquido con il mare. Uno spazio scandito con lentezza da valli e canali, lagune e canneti, campi coltivati e lingue di sabbia. Luogo che si può definire finis terrae, come nelle epoche lontane venivano chiamati i margini estremi del mondo conosciuto. Scenari dominati da grandi tensioni naturali, dove spesso brillavano le luci dei vecchi fari, che guidavano i marinai verso la terra ferma. Come il faro di Punta Maistra a Pila, dal quale nelle giornate più limpide si può intravedere la costa istriana. Uno spazio ricco di vita che custodisce delicati equilibri naturali. Riconosciuto dall’Unesco Riserva della Biosfera, per la grande varietà di ambienti e specie animali. Questa la sua identità, una delicata meraviglia alla fine del mondo.

In questa occasione l’abbinamento non poteva che essere per suggestione paesaggistica, con la degustazione di:

Albariño Do Ferreiro 2015. Bodegas Gerardo Méndes. Pontevedra (España) –
In accompagnamento un crostino al baccalà mantecato. Piatto della tradizione veneziana, simbolo del legame storico fra il Delta del Po e la Serenissima.

Da Finisterre in Galizia un Albariño in purezza, vitigno autoctono dell’area di Rias Baixas. Sicuramente l’espressione più caratteristica del territorio galiziano. Un vino fresco e agrumato, iodato e salino. Perché qui l’oceano si spinge lungo le profonde insenature costiere, e l’aria salmastra raggiunge i vigneti. Ci troviamo a sud di Cabo Fisterra, sul Cammino di Santiago de Compostela, antico sentiero di pellegrinaggio che conduce al Santuario di San Giacomo. Terra di pescatori e marinai, carica di misticismo.

Negroamaro 2013. Azienda Agricola Francesco Marra. Ugento (LE)
In accompagnamento un crostino con salumi del Parco del Delta del Po, prodotti artigianalmente da suini allevati nel territorio deltino.

Dal versante ionico del Salento un Negroamaro compatto, profondo e solare. Con frutto potente e sentori di cioccolato alle spezie. Francesco Marra lo produce nel modo più naturale possibile, lasciando che esprima tutta la sua identità. Siamo poco distanti dal Capo di Santa Maria di Leuca, all’estremo meridionale della Puglia e nel cuore del Mediterraneo. Su questo promontorio roccioso sorge il santuario di Santa Maria De Finibus Terrae, secondo gli antichi il confine ultimo delle terre emerse. Da sempre ponte tra occidente e oriente e, grazie al suo vecchio faro, punto di riferimento per chi si trova per mare.

Si ringrazia Francesco Marra per aver sostenuto questo evento. www.francescomarra.it
Un ringraziamento particolare a Hostaria Hospital e Salumificio Bovolenta per la gentile collaborazione.
Si ringrazia Carlos Juste Rossini, Sommelier Ais e figura di riferimento in Veneto per la sua conoscenza del panorama vitivinicolo spagnolo.

http://www.rovigoracconta.it/artista/emanuela-pregnolato

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