Dalle colline verso il mare, fino al Delta del Grande Fiume

Lungo il 45° parallelo nord, scorre lentamente verso il mare il filo narrativo di un universo padano. Attraversa tutta la rumorosa pianura, fino al silenzio di un Delta sospeso. Ripartiamo dalle colline nei dintorni di Valeggio sul Mincio, con la piccola e accogliente cantina Le Muraglie. Qui la famiglia Vicentini produce Custoza e Bardolino, secondo la vocazione di questa bella campagna poco distante dal Lago di Garda. Sempre colline, ma di origine vulcanica quelle che incontriamo verso Padova. Sono i boscosi Colli Euganei, ricchi di storia e biodiversità. E proprio Quota 101 riporta sulle sue etichette la certificazione Biodiversity Friend. Scelta naturale e coerente per i Gardina, che fin da subito hanno immaginato questi vigneti come luoghi da vivere, oltre che da coltivare. Nell’azienda Maeli incontriamo Elisa Dilavanzo, che sul Moscato Giallo ha scommesso e vinto. Non solo premi, tutti parlano di quelli, ma in realtà lei ha vinto mille ostacoli. Come il tabù di un Metodo Classico, con il suo sorprendente Dilà.

Ci avviciniamo al mare raggiungendo il ravennate, alle spalle del Delta più antico. Giuseppe Turi, esuberante e carismatico, è l’anima della cantina Nero del Bufalo. Se vi chiedete perché del bufalo, lui vi risponde “il bufalo sono io”. E i vini esprimono appieno il suo carattere solare e sanguigno. A Bagnacavallo ecco il mitico Burson di Daniele Longanesi. Da uve autoctone Longanesi, recuperate appunto nella metà del secolo scorso da questa famiglia. Per la biodiversità dei vigneti locali un vero happy end.

Arriviamo così alla fine del fiume. Sulle dune del mitico Bosco Eliceo, le vigne sono proprio sulla sabbia, vicino al mare. E nei vini di Mirco Mariotti lo possiamo sentire. Basta solo arrivare fin qui, seconda stella a destra, e poi dritti fino al mattino.

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