TU CHIAMALI, SE VUOI, VINI ROSA

Scegliere un nome è prima di tutto definire uno stile. E fra i vigneti che costeggiano il Lago di Garda tra Brescia e Verona, lo stile del Chiaretto si chiama vino rosa.

Non una moda, non un vezzo di stagione, ma una tipologia precisa e compiuta, che reclama ora la sua identità di colore, senza ricorrere al suffisso ros-ato, tipico di famose denominazioni calabre e pugliesi, o al termine esterofilo rosé, proprio dei vini del sud della Francia.

Una storia importante di uve rosse vinificate tramite un breve contatto con le bucce esiste da tempo anche qui, su entrambe le sponde del Lago, legata ai vitigni tipici dei diversi territori. Quello che si ottiene è un vino dalle sfumature delicate che ricordano i petali freschi di una rosa. Il suo sapore fragrante rimanda ai piccoli frutti rossi, insieme ai tratti mediterranei delle erbe aromatiche. Ma con il tempo cambia molto, anzi moltissimo. Perché questa è la più piacevole delle sorprese. Con il passare degli anni evolve, regalando prospettive che danno profondità e spessore a un frutto che si fa carnoso e maturo, arricchito da spezie e tocchi salmastri.

Davvero un prodigio, tale da far vacillare chi crede che il rosé sia un vino semplice e d’annata. Non è così. E anche nella collocazione gastronomica può stupire moltissimo, soprattutto ora che la cucina contemporanea suggerisce nuove abitudini e accostamenti più agili nel sapore di un piatto. Insomma, per il Chiaretto un futuro tutto rosa!

Quest’anno all’Anteprima del Chiaretto presente un banco d’assaggio di 63 cantine, 41 del Bardolino Chiaretto e 22 del Chiaretto Valtènesi. Ecco alcuni degli appunti della giornata trascorsa alla Dogana Veneta di Lazise:

POGGIO DELLE GRAZIE

Sempre godibilissimi i vini di questa bella cantina del versante veronese. Il sur lie è un fresco rincorrersi di pompelmo rosa, lampone e fragoline di bosco.

ALBINO PIONA

Già famoso per il Custoza e il Bardolino in versione Rosso, Silvio Piona ci fa assaggiare un sorprendente Chiaretto dai sentori salmastri e mediterranei, con un sottile ricordo di zafferano.

LE FRAGHE

Un Bardolino essenziale e preciso, tutto teso sulle note di agrumi, rosa fresca, sale e rosmarino. Piacevolissimo.

MONTONALE

Dal versante della Valtènesi un crescendo spettacolare proposto con una verticale dal 2018 al 2012. Quest’ultimo è un’intrigante successione di cipria, rosa appassita, pesca bianca, salvia e confetto.

GIOVANNA TANTINI

I vini di Giovanna Tantini hanno una fortissima matrice sapida che conferisce carattere, qui il frutto fragrante si fa spazio successivamente, insieme a piccoli tocchi pepati. Stupisce ancora la verticale dal 2018 al 2012, questa volta di Bardolino Chiaretto. La freschezza tiene il passo, fino alla fine e oltre.

VILLA CALICANTUS

Vignaiolo gentile e anarchico, Daniele Delaini ha uno stile tutto suo, tanto che il suo Bardolino si chiama CHIAR’OTTO perché fuori denominazione. Ma i vini si fanno ricordare. Marasca, pesca, pepe rosa, noce moscata, resina, mentuccia. Il 2014 poi è un universo affascinante di lievi ossidazioni che ricordano alcuni Champagne Rosé.

LE VIGNE DI SAN PIETRO

Vini rosa sinuosi ed eleganti quelli di Carlo Nerozzi. Una meraviglia scolpita dal tempo è il suo Bardolino Chiaretto 2013, con un susseguirsi di spezie, rosa canina, pesca e buccia d’arancia candita.

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